Certamente più intimo il concerto che la vocalist Patti Austin ha regalato il 21 giugno accompagnata da un'Orchestra Jazz Siciliana in grande spolvero: staccato un blues in tonalità minore, il direttore Gaetano Randazzo introduce la protagonista, indole swing ed estensione stirata ma mai in falsetto, nonostante Too close for comfort proceda ben tre volte per modulazioni ascendenti. Incentrato su For Ella, uno dei suoi ultimi dischi, lo spettacolo vuole essere tributo alla Fitzgerald, e prosegue con Honeysuckle Rose, incipit dondolato del contrabbasso di Costa che accompagna la Austin in connubio con un armonioso Urso alla batteria, prima che il piano di Riccardo Randisi preluda all'ingresso di tutta la sezione fiati. Dopo una bluesy My love is here to stay in cui protagonista diviene il flicorno di Vito Giordano, la Austin sciorina molte delle tracce del disco, Mr. Paganini, A tisket a tasket, cavallo di battaglia di Ella qui reso ballabile ed ironico grazie ad uno scherzoso scambio fra la cantante e gli archi estemporaneamente trasformati in coro vocale, But not for me, una splendida interpretazione di The man I love, con sentita esposizione del piano e platea che indugia in un lungo applauso commuovendo la già tesa interprete newyorkese, How high the moon, con enfasi strumentale per l'elegante ed articolato scat al raddoppio del timing, mentre l'O.J.S. sfocia in Ornithology, in un sorprendente medley architettato dal conduttore Randazzo. Più malinconica She's unable to lunch today che attinge alla tradizione gospel, ben sorretto dal piano e da languidi violini, dove la voce si inerpica in acute variazioni che creano una tensione tale da indurre al silenzio più totale per tutto il brano. Infine un original scritto da Patrick Williams, Hearing Ella Sing, con la Austin che tocca davvero l'intimo e porta gli spettatori ad insistere per un fuori-programma, inducendola ad un'ultima uscita.

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